Cogestione 2026
È appena trascorsa la quarta Settimana delle studentesse e degli studenti organizzata dai rappresentanti d'istituto degli studenti in cogestione con la scuola. Come ogni anno la cogestione può essere un'occasione per rinforzare il nostro senso di comunità, rinsaldare le relazioni tra compagni e con gli insegnanti, conoscere cose nuove, metterci in gioco e anche fare amicizia e divertirsi. Se è stata tutto questo oppure meno dipende dall'impegno che ci ha messo ciascuno di noi, dal desiderio di ciascuno di sentirsi parte della scuola e costruire qualcosa insieme.
Di seguito pubblichiamo le foto di alcune attività che si sono svolte questa settimana: l'incontro con Ranucci, la pulizia e pittura delle aule, le uscite, i corsi tenuti da studenti e docenti, le attività sportive, l'incontro con la scrittrice Chiara Valerio, il corso di Othello.
Pubblichiamo anche un articolo pubblicato sulla testata online zonaromanord.it che ha intervistato i nostri rappresentanti d'istituto.






Lucrezio caro, il punto di vista dei Rappresentanti degli Studenti sulla Settimana di Cogestione
“Una settimana costruita insieme: studenti e docenti per vivere una comunità diversa, in cui ciascuno ha potuto portare il suo contributo. È la “settimana delle studentesse e degli studenti” del liceo Lucrezio Caro al Villaggio olimpico, Le attività didattiche si sono fermate anzi si sono trasformate dando spazio ad incontri, dibattiti, laboratori, tornei sportivi, letture, giochi, lezioni di recupero, orientamento e uscite nel territorio. Tutto organizzato insieme, studenti e insegnanti, o meglio organizzato in “cogestione” per usare la parola con cui studentesse e studenti stessi descrivono questa esperienza.
«La cogestione ci dà la possibilità di esprimerci, di proporre idee, di affrontare temi che spesso nei programmi non trovano spazio: attualità, educazione civica, benessere psicologico, orientamento, arte, inclusione – dice Simone, uno dei rappresentanti -; è un momento in cui impariamo non solo dai professori, ma anche tra di noi. Questo scambio rende la scuola più dinamica, più vicina ai nostri interessi e più attenta ai bisogni degli studenti». Vittoria, altra rappresentante, aggiunge: «La cogestione è un momento importante per noi studenti perché ci permette di staccare dalla routine delle lezioni.
È poi ci ricorda come la scuola non è fatta solo di compiti e interrogazioni, ma deve essere anche uno spazio di partecipazione attiva».
La partecipazione delle studentesse e degli studenti si concretizza nella realizzazione delle varie attività che sono state proposte: dipingere i muri delle aule, fare musica insieme, confrontarsi sui temi dell’attualità, aiutarsi reciprocamente nel recupero, allestire le nuove aule disciplinari, praticare insieme lo sport. Questo vuol dire voler bene alla propria scuola, considerarla un po’ la propria casa.
E, proprio come a casa, si costruiscono e consolidano le relazioni tra studenti ma anche con gli insegnanti. «In questa settimana capita anche più facilmente di potersi confrontare con i propri insegnanti su argomenti diversi da quelli attinenti al programma scolastico. Si possono fare nuove conoscenze, o scoprire interessi in comune con amici» spiega Filippo. «È anche una settimana in cui si possono invitare a scuola degli ospiti per avere un bel confronto: ricordo lo scorso anno l’incontro con Walter Veltroni mentre quest’anno ha dialogato con noi il giornalista Sigfrido Ranucci, tutti ospiti invitati da noi studenti e che hanno risposto con entusiasmo».
La settimana è stata anche l’occasione per sistemare le nuove aule tematiche. Il Lucrezio Caro infatti, dopo due anni di studio e ascolto delle varie componenti scolastiche, ha da poco dato il via a un importante rinnovamento della didattica che si è scelto di chiamare DID@ – Didattica attiva – Didattica per aule tematiche. «Questa sperimentazione pone al centro le esigenze degli studenti e soprattutto punta a rinforzare la fondamentale relazione insegnamento-apprendimento per rispondere in modo efficace alle nuove esigenze formative» – spiega il prof. Spinelli. «Le nuove aule tematiche, ambienti dedicati alle diverse discipline e progettati con materiali, strumenti e setting specifici per ciascun ambito di studio, diventano quindi luoghi di apprendimento pensati per stimolare curiosità e concentrazione, mentre la didattica diventa più laboratoriale, dinamica ed efficace».
Un modello in cui le studentesse e gli studenti sono chiamati a far proprio un nuovo modo di stare a scuola, vicino a quella modalità di corresponsabilità e partecipazione attiva che proprio in questa settimana il Lucrezio Caro sta ancora una volta vivendo.”
