Programma della Notte nazionale del liceo classico 2026
Anche quest’anno il Liceo Classico Tito Lucrezio Caro di Roma partecipa alla Notte Nazionale del Liceo Classico giunta alla XII edizione.
La scuola resterà aperta per la Notte del Liceo Classico venerdì 27 marzo dalle 18:00 alle 24:00.
Quest’anno gli studenti dei licei classici che aderiscono alla XII edizione della Notte Nazionale del Liceo Classico sono chiamati a riflettere sul seguente tema e ad allestire performances in coerenza con esso.
Homo sum...
Il nostro tempo è attraversato da guerre, odi, violenze visibili e invisibili: ci muoviamo tra conflitti che incendiano il mondo, ma anche ferite quotidiane che cancellano il volto dell’altro, ne umiliano l’identità, dal bullismo al femminicidio alle pressioni psicologiche, fino al rischio di un’umanità smarrita nella fredda logica delle macchine e dell’intelligenza artificiale. È un tempo che ci chiede con forza: che cosa significa oggi essere uomini?
Non c’è una risposta unica, ma un’eredità che ci interpella: i classici ci hanno consegnato una parola, humanitas. Essa non è una definizione chiusa, ma un invito ad aprirsi all’altro, a riconoscere nell’incontro, nell’ascolto e nella diversità la sostanza stessa dell’essere uomini. È un orizzonte di senso che non smette di chiederci responsabilità, dignità, compassione.
“I care”, scriveva don Milani: “mi sta a cuore”, “mi riguarda”. Lo aveva detto già Terenzio: “Homo sum, humani nihil a me alienum puto”. Nessuna vita, nessuna sofferenza come nessuna speranza può essere estranea all’uomo. Primo Levi ci ha ammonito a riconoscere l’umano in ogni volto; John Donne ci ha ricordato che nessuno è un’isola; Diogene ancora ci chiede, con la sua lanterna: “dove sei, uomo?”.
Leggere i classici oggi significa rispondere a questa domanda antica e sempre nuova, aprire la porta allo straniero, dare ospitalità a un sopravvissuto, ascoltare la voce di chi, da lontano, continua a insegnarci come vivere insieme. La Notte Nazionale del Liceo Classico raccoglie questa eredità, trasforma i testi e le idee in parola viva, gesto, performance. L’humanitas, così, non è un relitto del passato, ma la radice vivificante che ci tiene uniti, ieri come oggi, e che, sola, può dare speranza al futuro di tutti.

